Alessandro Ferrari, Professore ordinario di Diritto e Religione, Dipartimento di Diritto, economia e culture, Università degli Studi dell’Insubria.
ABSTRACT
L’articolo analizza criticamente l’evoluzione della laicità francese a partire dalla legge di separazione del 1905 fino alle trasformazioni contemporanee, prendendo spunto dall’opera di Jean Baubérot-Vincent, 1882-1905 ou la laïcité victorieuse, PUF, Paris 2025. Attraverso una rilettura storica e teorica, il contributo mostra come il passaggio da una laicità dialettica e liberale a una laicità costituzionalizzata consensuale e valoriale abbia progressivamente attenuato la capacità pacificatrice del principio, esponendolo a usi simbolici e securitari. La scuola e la questione islamica emergono come principali banchi di prova di questa mutazione, mentre la culturalizzazione del religioso e la crisi del modello delle “religioni di Chiesa” mettono in difficoltà il diritto europeo di libertà religiosa. In tale contesto, l’articolo interroga la tenuta della laicità come principio di libertà e la sua relazione con la democrazia costituzionale, prospettando i rischi di una trasformazione dominatrice e non più egemonica del paradigma laico.
The article critically analyzes the evolution of French secularism from the 1905 law of separation to contemporary transformations, drawing inspiration from Jean Baubérot-Vincent’s work, 1882-1905 ou la laïcité victorieuse (Paris: PUF, 2025). Through a historical and theoretical reinterpretation, the article shows how the transition from a dialectical and liberal secularism to a consensual and value-based constitutionalized secularism has progressively weakened the principle’s pacifying power, exposing it to symbolic and security-related uses. Schools and the Islamic question emerge as the main testing grounds for this transformation, while the culturalization of religion and the crisis of the “church religions” model are challenging European religious freedom rights. In this context, the article questions the validity of secularism as a principle of freedom and its relationship with constitutional democracy, raising the risks of a domineering, rather than hegemonic, transformation of the secular paradigm.
