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«La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo». L’osservazione di Altiero Spinelli, tra i fautori del Manifesto di Ventotene, esprime un ideale di un’Europa unita, democratica e “Patria dei diritti”.

Nell’anno in corso si celebrano due anniversari fondamentali per il processo ‒ ancora in itinere ‒ di costruzione dell’Unione europea: 70 anni dall’entrata in vigore del Trattato di Parigi, costitutivo della Ceca (1952), e 30 anni dalla firma del Trattato di Maastricht (1992) che, con la nascita dell’“Unione europea”, ha dato un contributo incisivo alla sua evoluzione da unione meramente economica a compagine politica garante di diritti fondamentali.

Ambedue le date conservano un significato altamente simbolico: la prima in piena Guerra Fredda, contribuiva a enucleare nel Vecchio continente i presupposti per una sua presenza costruttiva nello scenario internazionale; la seconda, situandosi nel periodo immediatamente successivo alla caduta del Muro di Berlino, poneva le basi per il progetto federativo, di mazziniana memoria, degli Stati Uniti d’Europa e per un ruolo ‒ oggi più che mai necessario considerati i conflitti in atto ‒ di difesa e promozione di quegli ideali di coesistenza pacifica internazionale, affermati dopo le tragedie del Novecento. In questo scenario va ricordata l’importante e attuale ‒ considerata la contingenza storica ‒ iniziativa di Giorgio La Pira che, nel 1952 a Firenze, inaugurò i Convegni internazionali per la pace e la civiltà cristiana, e tre anni più tardi convocò i sindaci di moltissime capitali del mondo (tra cui Mosca e Pechino) per discutere del ruolo delle città nella invocazione e costruzione della pace. Nell’ambito della tutela della libertà di religione e di convinzione l’impegno europeo, che è stato fino ad ora determinante, diventa oggi imprescindibile, alla luce sia della nuova demografia religiosa europea estremamente eterogenea rispetto al passato, sia in rapporto all’attuale crisi tra Russia e Ucraina, tra le cui diverse motivazioni non sono da trascurare quelle religiose.

La Call intende focalizzare l’attenzione sullo status quo (fonti normative e produzione giurisprudenziale) e sui possibili sviluppi della politica religiosa europea, la quale potrebbe svolgere un’importante funzione nel processo di unificazione iniziato nel Secondo Dopoguerra, nella tutela dei diritti umani e nella pacifica coesistenza a livello internazionale. Fondamentale in quest’ottica risulta anche il ruolo svolto dal Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) per la gestione delle relazioni diplomatiche dell’Unione europea con altri paesi al di fuori dell’UE e per promuovere i diritti di libertà religiosa in aree extra UE.

Quali sono e quali potrebbero essere le coordinate entro le quali sviluppare un paradigma europeo in grado di interagire costruttivamente con le singole tradizioni socio-culturali e religiose degli Stati?

La Call propone alcune linee di ricerca riconducibili alle seguenti macro-aree:

  • Il ruolo delle religioni/convinzioni nel processo di unificazione politica europea.
  • Religioni/convinzioni e processo di costruzione della pace: qual è e quale potrebbe essere il loro ruolo? Quali gli eventuali profili critici?
  • Aspetti peculiari della politica religiosa europea, relativa in particolare alla tutela delle minoranze di religione/convinzione, anche in rapporto ad altri modelli e ad altre aree geopolitiche.
  • Il dialogo ex 17 TFUE tra Ue e chiese, associazioni religiose e organizzazioni filosofiche e non confessionali: status quo, criticità, possibili sviluppi e ricadute sulla politica degli Stati.

Modalità di presentazione degli elaborati

L’abstract della proposta (massimo 3.000 caratteri spazi inclusi), con indicazioni bibliografiche minime (circa 8 voci), deve indicare: 1) nome e cognome; 2) qualifica; 3) ente di appartenenza; 4) indirizzo e-mail. Gli abstracts dovranno pervenire alla casella di posta info@aidlr.it entro e non oltre il 10 ottobre 2022. Gli abstract saranno selezionati principalmente sulla base del loro taglio originale e innovativo. Le proposte selezionate dovranno essere sviluppate in forma di articolo (massimo 20.000 caratteri) entro il 20 novembre 2022.

Info sull'autore

aidlr